la politica alla vaccinara…

Ancora una volta ci ritroviamo di fronte ad una crisi di Governo, questa volta innescata da Renzi ma cambia poco chi sia il protagonista del momento rispetto alla vulnerabilità della politica italiana ai ribaltoni, alle strategie del tradimento, alla tutela degli interessi diversi da quelli della collettività.

Fino a quando la coscienza politica sarà vincolata alle strategie di partito, alle programmatiche future alleanze invece che al rispetto dei programmi in essere, ci ritroveremo a sventolare le bandiere e soffiare nei fischietti ora per una causa ora per un’altra senza mai comprendere appieno che siamo solo delle oggettuali fonti di consenso, anche quando dissentiamo.

Il voto, la nostra unica ed indispensabile risorsa di Democrazia, è stato trasformato in una mera viariabile nelle dinamiche della politica che baracca e sbaracca basandosi così sugli umori dei politici di turno, i quali stimolano in noi cittadini solo delle reazioni pro o contro ma, sempre, solo delle reazioni.

Come possiamo agire quindi, se non con dei meri sfoghi in rete, su un Blog oppure al bar di Rigliano tra chi fa la fila sotto casa di Renzi nella speranza di qualche vantaggio e chi invece gli grida del “grullo” nella ricerca del lobo sinistro, come quando si scappellottavano le orecchie dei compagni di classe con gli occhi “a pesce cocciolo” in quei rituali meccanismi di classe alle scuole medie.

Siamo ostaggio dei politici e non della politica, perchè la politica è una cosa seria come serio è il benessere comune e, non solo, il bene comune.

Il benessere di cui abbiamo bisogno, per elaborare lo stress proveniente sia da una pandemia ingerente che dalle “bizze” del politicante di turno, fonte stressogena non indifferente se basta questo per mettere in crisi un governo.

Non è più una questione di bandiera, di partito, di lateralizzazione politica bensì una realtà patologica di una politica labile quanto le psicologie comportamentali, e talvolta cognitive, di chi dice di rappresentarci.

Noi collettività ci sforziamo di non personalizzare i politici ma è difficile non esserne coinvolti quando sono i politici stessi ad imporre le proprie personalizzazioni, non necessariamente la propria personalità.

Contro ogni grave minaccia, come questa pandemia che impone e dispone delle scelte politiche di emergenza, serve una politica seria che sappia rispondere alla emergenza con serietà e che, soprattutto, sappia gestire le crisi intestine senza ogni volta indurre quelle fastidiose sensazioni di impotenza e di sudditanza che, noi italiani, non meritiamo e che già patiamo di fronte al Covid.

la politica non è una partita a scacchi, non è un reality, non è una sfida tra personalità prevalenti, è la gestione del bene pubblico, ovvero collettivo.

Ed invece, eccoci ancora una volta nell’attesa degli eventi, di vedere il girotondo delle poltrone sulle quali non siedono più dei politici ma delle pedine in mano a chi le muove e, propri questo, è il male del nostro paese.

Magari prima o poi lo troveremo un vaccino, contro questa politica alla vaccinara…