” i figli dei fogli”…

Avete mai visto gli occhi di un bambino quando è in attesa di andare con il papà o con la mamma, cosciente di dover andare da uno o dall’altra e, non, con tutti e due i suoi genitori?

E’ uno spettacolo educativo per capire la sofferenza che prova, il peso che sente e la responsabilità che vive nel farlo, soprattutto per ipotizzare il senso di colpa che lo attanaglia perchè un bambino non sa capire bene le ragioni per le quali i suoi genitori sono in conflitto.

Crede che sia colpa sua, specialmente quando questi litigano per il suo affidamento o per i termini di visita a causa dei quali il minore ha sempre una o più borse pronte, per andare ora a casa di mamma ora di papà, come generalmente deciso da un Tribunale dopo una lunga mediazione e non in ragione di una cosciente scelta compiuta fra i coniugi separati, nel rispetto delle “esclusive” esigenze dei figli.

Abbiamo sempre considerato questi bambini essere dei “figli dei fogli” tanto sono numerose le istanze, le denunce, i ricorsi, le carte bollate, le sentenze, i decreti che condizionano il processo evolutivo di un bambino figlio di genitori conflittuali, il quale crescerà nel conflitto e si evolverà nell’istmo, come istmo, che si crea fra i due continenti genitoriali, ormai separati e collegati solo dalla presenza del figlio, i quali tenderanno a cooptarlo ognuno dalla propria parte.

Poco di buono uscirà da una simile situazione anche laddove il bambino non esprimerà quei segnali di disagio, molte volte evidenziati nel corso del nostro lavoro di consulenti di parte.

Questo perchè i genitori sono i primi educatori dei propri figli, i quali hanno una responsabilità che spesso dimenticano, perchè troppo impegnati a costruire le barricate del loro conflitto, sotto le quali i figli resteranno schiacciati ed isolati in attesa che una nuova sentenza gli doni un’apparente speranza di rapporto, non più con la propria famiglia ma solo con uno dei due genitori, uno alla volta…