due parole sulla scelta della educazione parentale…

L’apprendimento prevede la capacità di insegnare, la quale necessita della umiltà di educare e delle competenze tecniche e genitoriali di saperlo fare in favore del sereno processo evolutivo dei propri figli, ivi compreso il rispetto degli obblighi scolastici.

Obbligo che consente alla famiglie di scegliere la formula della educazione parentale come strumento per gestire “in proprio” l’apprendimento dei figli, scelta che richiede la consapevolezza delle sue responsabilità presenti e future, considerando sempre che ogni errore degli adulti lo pagheranno i bambini.

L’educazione parentale consente quindi di gestirne i tempi e le modalità senza gli obblighi tipici della scuola pubblica, ma occorre riuscire ad organizzare questi tempi e questi modi per raggiungere gli obiettivi di apprendimento pari a quelli della scuola pubblica e proprio questo impone ai genitori un impegno preciso, costante e privo di giustificazioni.

Abbiamo scelto di educare “in proprio” i nostri figli non perchè siamo contrari alla educazione tradizionale ma per soddisfare le esigenze della nostra Famiglia sotto vari profili, coscienti che non è e non sarà una cosa facile anche se formati quali educatori pedagogisti.

Matilde e Fabio Massimo hanno già frequentato le scuole pubbliche nella stessa classe e sono ora parificati al programma della quarta elementare, Edda si approccia alla prima elementare direttamente tramite l’educazione parentale mentre Francesca Romana gode invece dei suoi diciotto mesi senza troppi impegni.

Molti interpretano la scuola parentale come una opportunità per studiare meno o per evitare i doveri della scuola pubblica, in realtà significa studiare di più e con obblighi diversi ma con la differenza di gestire appieno le fasi di apprendimento dei figli ed il linguaggio comunicativo dell’insegnamento mirato alla loro comprensione e non più uniformato come avviene nelle classi ordinarie.

I vantaggi sono numerosi se gestito in modo intelligente e con quella serietà utile a contrastare l’apparente pensiero ” del faccio come voglio” che gli stessi bambini rischiano di adottare di fronte alla assenza dei normali orari e dei comportamenti di classe.

Occorre disciplina, soprattutto per noi genitori che dobbiamo riuscire ad organizzare la giornata senza deleghe ed equilibrando il dovere prevalente delle lezioni sugli altri impegni che certamente non mancano.

Non si studia infatti “quando possiamo” ma in modo costante, ordinato e pari alla griglia ministeriale che sarà oggetto degli esami che i nostri figli dovranno affrontare per progredire negli studi, altrimenti è solo una ribellione contro il sistema nel tentativo di offrire una autoreferenziale infarinatura generale sul tema della cultura, delle competenze e della conoscenza, ribellione che non ci appartiene.

Non siamo ribelli di nulla per quanto possiamo avere numerose riserve sul sistema scolastico italiano, ma restiamo dei cittadini che desiderano far parte della comunità sociale nel rispetto delle nostre e delle altrui caratteristiche personali, idee e stile di vita.

Educare a casa, anche se non nostro caso la classe è composta spesso dal VanPiselli e dall’ambiente che ci circonda oltre le mura di casa, ha lo svantaggio apparente di ridurre la relazione dei nostri figli con i loro coetanei che compensiamo con una socialità di maggiore negli incontri extra-scolastici sia con i bambini che conoscono che con tutti gli altri, di ogni razza lingua e colore.

Altri svantaggi sinceramente non ne incontriamo o perlomeno non li consideriamo tali da parte dei bambini, diversamente da ciò che per noi certamente è un disagio, come il rendere prevalente le lezioni rispetto alle nostre “egoistiche” esigenze ma che superiamo proprio per offrire ai figli un percorso di apprendimento in cui riconoscersi ed identificarsi oltre il solo valore scolastico.

Scriveremo ancora su questo argomento, in particolare sul metodo di istruzione delle materie generali e specifiche, sui risultati conseguiti e sulle risorse indispensabili per garantire ai bambini un insegnamento di qualità e non di ripiego…