due parole sulla importanza del “gioco dell’emergenza”…

Quanto segue è un suggerimento rivolto non solo a chi viaggia ma a tutte le famiglie, utile per comprendere quanto sia importante sapere come comportarsi nei casi di emergenza, dovuti ad un malore, ad un incidente oppure per una calamità naturale.

I bambini sono delle meravigliose risorse se educati in tal senso ed anche se “addestrati” ai giusti comportamenti da adottare nel caso in cui uno dei genitori abbia un malore, oppure durante un incidente stradale o negli scenari tipici di un evento improvviso ed emergenziale contro il quale è opportuno sapere soprattutto “cosa non fare” e non solo agire le più corrette manovre in attesa dell’arrivo dei soccorsi.

Ognuno di noi scongiura i pensieri catastrofici sia allontanandoli dalla mente che con le scaramanzie varie, ma non possiamo escludere di essere i protagonisti di un evento emergenziale e per questo investire nella formazione pratica, comportamentale e mentale rappresenta una delle opportunità per salvare e salvarsi la vita e per non perdere di vista i bambini a causa del panico o della confusione che si crea in questi casi.

Sin da quando i nostri figli erano piccolissimi abbiamo scelto di dedicare alcune ore della settimana al “gioco dell’emergenza”, rendendoli i protagonisti attivi della prima risposta ad un problema, grazie al quale imparare divertendosi le manovre di primo soccorso, saper telefonare ed interfacciarsi con i centralinisti del 118 (ora 112) per indicare l’anagrafica, la posizione e l’apparente natura del problema, oltre all’educare i bambini alla gestione dello stress naturalmente pari alla misura della loro età anagrafica ed alla capacità dei più grandi di prendersi cura degli altri, visto che siamo una Famiglia numerosa.

Possiamo garantire che è stato un investimento positivo, perchè lo abbiamo purtroppo sperimentato personalmente quando Matilde ha subito il trauma con il conseguente coma e la diagnosi di danno assonale, ed è stato grazie ai nostri figli che non abbiamo perso tempo nell’immediato limitando altri danni ed abbiamo potuto elaborare più facilmente il seguito traumatico che comunque è latente in noi.

Siamo quindi fortemente convinti che questo gioco debba far parte del bagaglio educativo dei genitori, da organizzare e trasmettere ognuno in base alle proprie caratteristiche, alla relazione ed al linguaggio comunicativo con i figli ma è necessario saperlo fare senza timori e per non averli occorre formarsi, fare dei corsi specifici presso le varie associazioni di volontariato se non parte delle proprie competenze professionali o, per chi lo desidera, avvalersi della nostra esperienza ma solo dopo aver svolto un corso di primo soccorso presso gli enti qualificati, perchè possiamo formare le famiglie alla gestione dello stress ed al comportamento dei bambini e dei genitori in emergenza, ma non siamo dei medici e quindi privi delle qualifiche necessarie per insegnare il pronto soccorso.

La prima cosa da fare è predisporre uno zainetto per l’emergenza, la cui cura e manutenzione del contenuto è costante, posto in un luogo facile da raggiungere per i bambini al cui interno trovare sia gli strumenti di primo soccorso che un blocchetto scritto o disegnato con le indicazioni progressive, per numero o colore, delle azioni da compiere e già questo rappresenta un compito utile a tenerli concentrati in qualcosa di diverso che assistere all’evento, la cui gravità eventuale potrebbe scioccarli al primo impatto.

E’ importante quindi che il bambino più grande sappia tenere sotto controllo gli altri e sapere esattamente dove e come posizionarsi in base al tipo di scenario, se un malore in casa o un incidente stradale per esempio, proprio per offrire al genitore infortunato la consapevolezza di poterlo immediatamente trovare.

Il gioco dell’emergenza ha nei suoi contenuti una ampia serie di personalizzazione di eventi e di scenari che i genitori possono sviluppare ma è importante la costanza di praticarlo frequentemente con gli esercizi ludici che faranno divertire i bambini anche se trattano un tema serio.

Lo stress è un fattore di rischio elevatissimo nel corso delle emergenze, porta al panico ed il panico destabilizza completamente le persone, bambini compresi e, tutto questo, ruba il tempo alla famosa “golden hour” ovvero lo spazio temporale utile a salvare una vita nel caso di una grave emergenza.

Il gioco di cui parliamo mira ad accompagnare i bambini ad automatizzare le azioni che poi porranno in essere nel momento del bisogno, questo lo abbiamo visto con i nostri figli che hanno realmente agito in modo automatico quanto avevano appreso nel gioco e negli esercizi e come detto hanno saputo aiutarci in modo assolutamente positivo.

I genitori sono generalmente abituati a delegare lo stato di necessità agli organi competenti, il soccorso ai soccorritori quindi, è giusto però iniziare a rendersi autonomi per affrontare i primissimi momenti di una emergenza anche perchè proprio il riuscire a comprenderne la gravità potrà aiutare i soccorritori stessi.

Questo gioco rappresenta inoltre una opportunità di crescita e di unione della famiglia, non significa infatti responsabilizzare i bambini che giocano e come tale interpretano gli esercizi, ma renderli partecipi a qualcosa di importante che li aiuterà a comprendere il significato di autonomia e di responsabilità, non di colpa o di paura di sbagliare e così protesi a fuggire la mortificazione che ne consegue.

“Pronti a tutto” non è solo uno slogan ma uno stile di vita, soprattutto per chi come noi ha scelto di formare una Famiglia numerosa e non è immune dalle fonti di rischio…